1.Aveva una scadenza imprevista e le urgevano dei soldi, ho chiesto di quanto avesse bisogno e glieli ho dati.
Secondo me è un atto normale tra amici. Una cifra per me sostenibile.
Non abbiamo fatto alcuna scrittura privata, ci siamo accordate , me li avrebbe resi quando poteva, Ho aggiunto che avremmo fatto fallire le banche se tra amici di cerchia ci fosse anche una relazione di mutuo soccorso.
E’ stata solerte e precisa mi ha reso i soldi mese mese. Fino a rendermi l’ultima quota .
Mi ha ringraziata. Mi ha fatto piacere aiutarla. Tutto qui!
Tutt’oggi non so cosa sia successo! Da subito qualcosa è cambiato.
Ha iniziato ad allontanarmi rimandando sempre il giorno in cui ci saremmo viste.
Poi è sparita. L’ho incontrata qualche volta, molti convenevoli. La nostra amicizia si è rotta!
Non ho avuto la possibilità di chiederle il motivo di questo atteggiamento, mi è rimasto solo un pugno di congetture che come tali non sono in grado di rispondere alla domanda. “Cosa è cambiato?”
2.Munita della mia visione utopica secondo cui se siamo amici possiamo aiutarci nella qualunque, stavolta son stata io a chiedere dei soldi a quella che per me era una sorella. Priva anche solo del sospetto di ledere qualche norma non scritta. Eravamo amiche e avrebbe potuto tranquillamente dire di no, come sì. Dov’era il problema?.
Sono soldi, non sto chiedendo una roba intima. Siamo amici. Ha titubato cose, mi avrebbe fatto sapere, di fatto non mi ha mai dato risposta.
Qualche giorno dopo ho revocato la mia richiesta, mio padre era morto, non avevo più bisogno di comprare quella casa vicino a lui per accudirlo quando fosse uscito dall’ospedale, avrei ereditato quella dell’infanzia.
Non mi perderò a raccontare che la morte di mio padre dopo quella di mia madre, mi ha fatto sentire davvero orfana. Aggiungo solo che in quell’occasione ho realizzato, che la mia amica/sorella non era più tale.
Sparita, non ha mai chiarito il motivo.
Non so ancora oggi cosa sia successo, posso anche qui dare delle interpretazioni, ma nessuno si è preso l’onere di spiegarmi niente.
3.“Tu più di tutti mi fai bene” “ Telefonarti, vederti è quasi una cura per me” “Sei una sorella!”
Mi sono immaginata che tali dichiarazioni e tante altre fossero indice di certa amicizia.
Mi sono sentita parte dei suoi drammi, parte dei suoi momenti tristi e depressi.
All’inizio non ho fatto caso al fatto che quando aveva da intraprendere viaggi o relazioni amorose sparisse. Poi tornava affranta, piangente, uggiolante. Non ho mancato di farle presente che questa totale concentrazione solo sulle proprie questioni rendesse il nostro rapporto sbilanciato. Lei assentiva, ma devo dire con poca convinzione.
Mi sono rivolta a lei un giorno preda di un periodo davvero nefasto per me. Dapprima si è negata, poi si è presentata banalizzante e quasi offesa per le mie modalità ormai esasperate .
Tutto questo mi ha sorpresa, ferita e offesa.
Di norma due sono le domande che ci facciamo in tali contesti
DOVE HO SBAGLIATO?
DOVE HA SBAGLIATO?
A me viene solo da chiedermi CHE COSA AVRO’ VISTO/ FRAINTESO?
Perchè c’è un limite alla casualità e all’incidenza di certi fenomeni.
A una certa occorre farsi domande, sia chiaro sgombriamo il campo dal senso di colpa che nonostante ci sia instillato alla nascita, quale vero e proprio peccato originale, sono abbastanza evoluti da considerarlo vera e propria trappola per stolti.
Certo è che quando eventi del genere capitano con certa frequenza significa che non cogli dei segnali precisi. Una sorta di analfabetismo che mi impedisce di leggere le persone.
Che per una come me che ha studiato la PNL, interessata alle neuroscienze, con una esperienza maturata sul campo sul valore di una comunicazione efficace… è veramente grave.
Ne ho intanto individuato la frequenza, la ciclicità, l’evento si verifica ogni 10 anni.
Qualcuno potrebbe obiettare che ogni dieci anni non è da ritenersi un evento da definire frequente. Ma non ho alcuna intenzione di sprecare tempo ed energie a spiegare il mio sentire.
Diciamo che sto cercando di trovare un fatto comune, un evento che possa agevolare il presentarsi di detti personaggi. Magari certe condizioni umorali che agevolino il mio disorientamento e fraintendimento rispetto alle persone che incontro.
Ci ho pensato, ho indagato a fondo e alla fine ho trovato il nodo!
Le mie passate esperienze di cui sopra rispondono ad un atavico mio bisogno di sorelle e fratelli.
Quindi quando mi trovo di fronte ad un essere degno di tale nome, dotato di quella qualità sintonica , complice, mi lascio prendere dall’emozione. In qualche modo questo mi rende appassionata ma cieca, entusiasta ma incapace di mettere in moto la mia buona capacità di giudizio, la mia allenata dote valutativa, che in altri rapporti direi essere super performante.
Il mio senso di sorellanza, ha vestito le mie amiche con il mio disegno e mio sogno. Questo non non ne giustifica comunque la scorrettezza e non le deresponsabilizza .
Resta vero semplicemente il detto:
They don’t broke your hearth they broke your expectations.