Come ogni mattina, mentre cammino alla volta dell’ufficio, ascolto in cuffia le notizie sul podcast “Morning”del Post. Forse non dovrei esplicitare il podcast ascoltato, potrebbe essere inteso come forma di pubblicità, beh non lo è, tanto basti!

Ascolto, dicevo, la descrizione del…come chiamarlo”non salvataggio dei migranti” proveninti dalla Libia, di quel viaggio disperato in un barcone, 90 persone, due in acqua, in difficoltà. Vengono avvistati da un aereo della SEA BIRD, dell’organizzazione SEA WATCH che da l’allarme. La motovedetta della FRONTEX si avvicina dopo ben 6 ore… non interviene…

Successivamente un mercantile scorge il barcone e si avvicina per prestare soccorso, come è normale fare. Ma un mercantile è per funzione privo di strumenti, accessi deputati per salvataggi di persone. La barca si capovolge, l’equipaggio del mercantile riesce a salvare quasi tutti. Tutti, tranne due bambini che muoioni affogati. Le persone soccorse fuggono da un paese di torture e soprusi e forse il nostro governo, quindi, io,tu, noi tutti li rimanderemo da dove sono venuti. Lo abbiamo già fatto!

Piango, non riesco a trattenermi e non solo per i bambini affogati., per chi subisce soprusi e violenze, diversi da me solo per essere nati a latitudini diverse da quelle del mio paese. Piango egoisticamente per me, perchè non riesco a reggere tutta questa crudeltà e devo affrontare il fatto innegabile che il mio non agire mi rende complice di questi omicidi su commissione.

Uccido senza sporcarmi le mani io … insieme a te, a voi…

Tutti noi, nessuno escluso.