Siamo esseri che delegano le proprie imprese impossibili, i propri atti eroici alla virtualità, questo ci rende vittime imbarazzanti.

Nascosti nel proprio antro solitario senza ricambio d’aria, acqua mentale stagnate a causa della paura di scambi in vivo, gli “scambi” sono solo il riflesso della propria immagine intossicata.

“….Ho sempre amato essere schietta/o, autentica/o! Se leggo post contrari alla mia opinione, ma che dico alla mia filosofia di vita, al mio credo politico, non esito a esprimere la mia contrarietà.

L’opinione altrui è sacra, la mia “parecchio di più”.

Se affermano 1, io rispondo 2, se cercano di azzittirmi con un 5, rilancio 10 e si va avanti così a oltranza. Sia chiaro sempre con un linguaggio contenuto e corretto, la civiltà e l’educazione innanzi tutto!

Non parliamo poi se qualcun altro si intromette nella discussione, allora sì che mi ci trovano. Ribatto tacca tacca, non demordo, adrenalinica/o, fiera/o del mio diritto di replica. Se poi in corso d’opera qualcuno mi risponde con un “mi piace”, questo mi scalda, mi dà ancora più coraggio, non sono solo io a pensarla così …non sono più sola/o! Forte ed inorgoglita/o da questa iniezione di endorfine divento paladina/o di quell’opinione che sempre di più assume i toni e i colori di un vero e proprio movimento ideologico.

Certo più le cose vanno avanti, più iniziano le offese e io non sono da meno, ma sia chiaro son sempre gli altri a non saper reggere il confronto…Io so come fare, riesco a formulare offese che vanno a toccare gli affetti più cari.

Quando ci vuole ci vuole!

Poi a una certa la connessione fa le bizze…non riesco più a…non capisco…ah non è la connessione. Mi hanno bloccata/o!

Questi bifolchi non riescono a controbattere, non riescono a tenermi testa! Non reggono il contraddittorio! Bastardi!

Bravi che mi blocchino, io non ho paura, posso fare a meno di certa gente!

Meglio soli, meglio sola/o…che mal accompagnata/o!”