Ognuno è presente per il suo spazio, la gittata del proprio sguardo, la distanza sostenibile dalle proprie gambe, la volumetria che spesso coincide con i limiti della propria massa fisica! Noi uomini elevati, evoluti, resilienti, destinati a grande cose,  nella propria quotidianità abbiamo lo slancio di un “bradipo impagliato”!

Siamo questo! Certo, anche molto altro, ma lo smarrimento che spesso ravviso è legato allo stupore con cui accogliamo ogni sommovimento della nostra ritualità…della cui prevedibilità spesso ci lamentiamo!

Ierisera, mentre tornavo a casa a piedi, ascoltavo la telefonata di un perfetto sconosciuto che mi precedeva – sia chiaro non passo il tempo a spiare la gente, ma è così diffuso “il viva voce”…- l’uomo parlava, anzi urlava, di week end occupati, un lavoro a termine, a cui ne sarebbe succeduto un altro. Vacanze estive fissate. Mentre parlava svolgeva compiti conosciuti, gestualità rodate: guardava il calendario sullo smartphone, premeva il pulsante del semaforo, attendeva il verde,  guardava una bella ragazza che aspettava dall’altro lato della strada, si spolverava la giacca…

Così ho giocato con l’idea, di un black out, semafori e traffico in tilt, la batteria del cellulare esaurita, niente accesso al calendario, niente orologio, tutto buio, ho giocato con due ipotesi di reazione e le ho messe a confonto per trovare la più plausibile:

La prima: stupore. Seguito da un rapido accelerare di passi, un rapido dirigersi verso casa, a piedi o in auto, verso il centro dei propri affetti. Con la domanda in testa forse un pò ansiogena, ma umana :”Chissà, dove saranno e come staranno i miei figli, mia moglie o compagna, mio marito o compagno. Mia madre e mio padre. Mia suocera e mio suocero. La nonna, il nonno, il cane, il gatto, il topo, il criceto, il pappagallo…L’amico, l’amica, la vicina anziana, le zie, gli zii…

La seconda: stupore! Brusio non intellegibile! Frenetico accendere e spegnere il cellulare consumando la residuale carica della batteria. I pedoni continuando a premere il tasto del semaforo… Poi l’arresto, l’arrendevole blocco: lì in piedi, con la bocca semiaperta e lo sguardo catatonico! Le auto ferme ad un semaforo spento. Gli occupanti immobili in silenzio, in attesa…motore acceso,fino a che il carburante lo permette. Sospeso in un buio atroce, per chi è viziato dai lampioni!

Non ho avuto bisogno di pensarci e confutare troppo…ha prevalso la seconda ipotesi.