QUATTORDICI

 

 

La  diversa relazione con il tempo ha reso sempre più difficile comunicare, scrivere, leggere.

Per carità la controversa relazione con la lettura non è cosa nuova. Ognuno di noi già sotto l’egida scolastica si è trovato ad affrontare la “lettura-compito”, di testi i cui autori  spesso  non ci erano congeniali, oppure il “rigetto” era direttamente proporzionale alla detestabilità dell’insegnante che imponeva l’esercizio. Quanti di noi hanno apprezzato autori e/o opere, successivamente al periodo scolastico. Quanti di noi hanno riscoperto per una materia/argomento, una nuova e inaspettata inclinazione in quanto fuori dal contesto scolastico. Licenziati idonei e quindi salvi dalla istituzione educativa, i membri delle nuove generazioni si guardano intorno. Confusi e poco recettivi perché la scuola non ha perso la sua peculiarità oscurantista, in nome della quale promuove  :  assenza di ascolto, un’accoglienza fondata sul pregiudizio e sull’interpretazione, ed un obiettivo di livellante omologazione.

Educati alla convenzione che non prevede espressione e integrazione delle emozioni, andiamo per il mondo senza alcuna percezione di noi stessi, incapaci di darci un benchè minimo valore, assorbiamo input passivamente che facciamo nostri in un processo mentale sterile che somiglia molto alla fagocitosi.

Sto esagerando? Certo che sì!

In me permane una assoluta fiducia nel sistema umano, fiducia in quella fisiologica vocazione alla vita, che prende forza e diviene resilienza; che in qualche modo, porta, con tempistiche individuali e personali, a risvegliare la parte intelligente, la parte emotiva quella così connessa all’ io selvaggio che riesce a forzare il muro, a fare luce nelle tenebre dello scollamento indotto.

Il rapporto con gli altri si basa sull’ascolto,  si costruisce attraverso lo scambio, il feedback. Non solo la relazione interpersonale si struttura anche con la richiesta: semplice espressione di un bisogno . Inizia fin dalla più tenera età e non si interrompe mai : chi sono i nostri interlocutori privilegiati ? I nostri genitori i nostri primi interlocutori.

” Chiedi e ti sarà dato!” ricorda niente?

Per chieder occorre essere in contatto con l’ambiente e per essere in contatto con l’ambiente occorre essere in contatto con sè stessi, per essere in contatto con la parte autentica di noi stessi, occorre essere connessi con il sistema universo.

Ecco perchè chiedere è così difficile, perchè la richiesta espone e ci espone e perchè ci è stato inssegnato che chiedere è un atto di debolezza, disonorevole pertanto.

Nessuno ci ha fatto sperimentare come una richiesta autentica, trovi invariabilmente un feedback, una risposta adeguata in termini di modalità e ed efficacia, da parte dell’ambiente.

Adulti con una esperienza emotiva pari a quella di un neonato. Necessitiamo di una sorta di straching estimativo per poterci cimentare con il bello che ha ancora da venire! Certo è dura passare dalle quattro zampe alla stazione eretta. Questione di equilibrio!

La consapevolezza di sé, la gestione delle emozioni, dello stress e del conflitto, l’utilizzazione del pensiero creativo, la capacità di essere empatici, avere buone relazioni interpersonali e comunicare in modo efficace sono capacità che rientrano nella sfera della “Intelligenza Emotiva” che, secondo le ricerche attuali, rappresenta la base per poter sviluppare tutte le altre abilità di vita: risolvere problemi, prendere decisioni, fronteggiare le difficoltà e realizzarsi, non solo nella vita affettiva ma anche nello studio e poi sul lavoro.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea l’importanza di introdurre nella scuola una attenzione mirata alla  promozione delle competenze psicosociali, cioè delle abilità che mettono la persona in grado di fronteggiare in modo  efficace le richieste e le sfide della vita quotidiana, sviluppando attitudini positive e adattative, nel rapporto con il  proprio ambiente e con la propria cultura e mantenendo quindi un livello di benessere psicologico elevato. In quanto strettamente intrecciate con i processi di apprendimento e di crescita, le competenze psicosociali  costituiscono quindi una componente essenziale dei processi educativi, nella maggior parte degli studi, vengono riportate come centrali per la promozione e il benessere dei bambini e degli  adolescenti.