La questione del blog
(QUATTRO)
Dunque scriviamo, dicevo, scriviamo come dovessimo andare a zonzo in una città sconosciuta, senza paura, nessuno ci aggredirà, non abbiamo da raggiungere un luogo preciso ad un’ ora prefissata, quindi nessuna furia, ansia zero. Un’auto con autista è pronto a portarci a casa o dovunque vogliamo, è lì a due passi da noi, ci segue, quindi non c’è paura di perdersi, bensì c’è solo da godersi il piacere e la libertà di non aver meta.
Facciamo questo con grande fatica, non ho dubbi. Il nostro banalizatore interiore è lì che, prima sussurrando poi urlando, ci intima di smettere. “Non serve a niente!” “Pirla sei e pirla rimani!” “Chi vuoi ti legga?” “Tanto sei solo un vile, un vigliacco che lascia i propri articoli in bozza… così hai la certezza di non incidere per niente, di restare nel tuo silenzioso e inutile stallo!””Capirai! Che prova…che cambiamento!” “Convinciti, non cambierai mai!”” Sei solo una nullità, arrenditi all’evidenza!”
Ci saranno giorni in cui soccomberemo all’auto biasimo. Inizierà con una sorta di amarezza indefinita ciò non di meno insopportabile . Ci saranno giorni in cui taciteremo quell’ennesimo senso di colpa ben nutrito di giudizi negativi e pregiudizi, a cui somministreremo la solita scusa e il solito proponimento :” Oggi ero stanco, troppo. Oggi non stavo bene. Ma domani….” E ancora “Oggi giornata infernale: Avevo da studiare…Ho avuto da lavorare… La mamma anziana aveva bisogno di me… Problemi da risolvere di mio figlio/a. Mia moglie/marito…le solite discussioni ! Quando passa la buriana mi metto sotto!”
Scuse e ancora scuse! Ma va bene, prendiamone atto! Sappiamo, intuiamo o ignoriamo da dove viene questa roba e comunque non serve in questo momento soffermarci su questo.
E’ naturale tergiversare di fronte ad un’esperienza nuova. E’ fisiologico soffermarci titubanti di fronte ad un qualcosa di veramente nostro, un momento esclusivamente dedicato ad ascoltare noi stessi. Non capita spesso di introdurre tra le regole che già ci hanno confezionato addosso, quella di prendere un tempo definito per ascoltare e dare onore a ciò che ci passa per la testa, per il cuore e perchè no per gli “intestini” e siccome le prove se non sono difficili non ci piacciono, in aggiunta ne scriviamo in un blog. Nel nostro blog!
Ho parlato di regola, in realtà sarebbe più corretto dire “Ci diamo il permesso di dedicare un tempo di qualità per ascoltare e scrivere di noi!”
“Certo, è molto che non scrivi, sei arrugginito/a!” “Quanti anni son passati dall’ultimo componimento? La tesi di laurea? La tesina delle scuole superiori? La relazione in ufficio? IL curriculum vitae mandato anni or sono a giro per aziende? La partita doppia? Note di liquidazione? Lettera d’amore? Diario ?” Non occorre dilungarsi nell’elenco. Certo è che lo sappiamo fare e che grazie a questo passato di scribacchini inconsapevoli siamo giunti fino a qui, dove ci troviamo ora!
Il vantaggio del blog è che lo strumento del computer può rendere agile anche la consultazione di un vocabolario. Basta aprirne uno qualsiasi su internet uno che ci soddisfi. Abbiamo bisogno di un sinonimo? Verificare se la parola si scritta è corretta. Non solo, mentre scorriamo la pagina del nostro vocabolario virtuale, magari può colpirci una parola, un Link correlato che magari è in sintonia con qualcosa che scatta e ci da una sorta di “stura” creativa. Partiamo senza meta.
Le parole si collegano in frasi che diventano ordito e trama che concorrono a formare vero e proprio tessuto narrativo. Non rileggete, andate avanti, ancora e ancora. Lasciate stare gli errori di battitura. Il tempo dedicato è giunto al termine. Salvate la bozza anche senza titolo o dategliene uno fittizio.
Salverete il documento e i vostri contenuti nel comparto sicuro e protetto da occhi indiscreti. In questa fase state solo spaziando per scoprire e scoprirvi, non c’ è alcuna fretta di “pubblicare”. Il momento fruttuoso deve ancora venire, il momento arricchente e chiarificatore attiene alla lettura, al momento in cui conoscere colui/colei che ha scritto quegli articoli !
Licenziate momentaneamente il blog. Spegnete il pc . Assaporate la prima vittoria! State su quella sensazione.
Quella sensazione di pienezza, di soddisfazione, di chi ha faticosamente ma tenacemente tenuto fede a un patto, un impegno preso e sottoscritto con voi stessi e ne siete stati gli ideatori, i divulgatori, i sostenitori: vi siete curati, blanditi e vigilati affinchè questo patto venisse ossequiato…
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