Così mentre siamo comodamente nascosti al mondo, davanti alla tv, magari distrattamente a fare zapping tra una banalità ed un’altra. Con la certezza del “pupo” di essere al sicuro e la convinzione dell’  “uomo moderno” di avere tutto sotto controllo.

qualcosa

qualcuno

Ti getta, ti lancia, ti schiaccia, ti strizza e attraverso una vera e propria scossa al tranquillo cablaggio sinaptico veloce quanto un regionale di Trenitalia, drammaticamente di sbalza fuori dalla bambagia ammuffita seppur accogliente. lasciandoti nudo come la verità di cui ancora non sei consapevole.

Da qui in poi se abbiamo fortuna appare lo stregone moderno, il guru, il maestro.

Il docente illuminato per l’universitario fuori corso da eoni. Il collega dal carisma “del malato di mente”, dalle frasi illuminate che rischiarano l’ambiente tossico del dipendente “non classificato” nella graduatoria del potere. Il turnista “affabulatore” dalla narrazione saccente che riesce a coprire il rumore della “catena di assemblaggio” per l’operaio del reparto produzione. L’amico saccente che comunque sembra avere sempre una prospettiva “altra” da te.

Così ti arrendi, anche questa è una scelta, scegli di fidarti . Ancora non lo sai che stai scegliendo, ancora non sai di essere responsabile di questa tua resa.

Il viaggio in fin dei conti è un insieme di sentimenti scioccanti, trasecolanti, traumatizzanti, che conducono comunque ad una inconsapevole scelta, di fidarti, di arrenderti…ma tutto questo ancora ben lungi da una presa di coscienza quel carburante che mette in moto la volontà e la determinazione così come le conosciamo…

 

“L’uomo trascende sé stesso soltanto attraverso la sua vera natura, e mai attraverso ambizioni o mete artificiali. La consapevolezza e la responsabilità del campo totale, tra sé e l’altro, danno significato e configurazione alla vita dell’uomo”. (Fritz Perls)