Cara Michela

ti ho avuto presente negli anni ma le nostre strade non si sono mai incontrate vuoi perché proprio non ho avuto la curiosità di conoscerti e vuoi perché ti presentavi come femminista ed è vero lo dico e lo affermo: “Tale dichiarazione mi intirizziva, mi faceva sentire “scomoda” portandomi istintivamente ad allontanarmi dalla fonte”

Ritengo di essere per anni affogata nella prima fase della Perdita e del Lutto. Non c’è niente di più anestetizzante del dichiarare a se stesse, che a te non è mai successo niente e anche se fosse hai sempre saputo affrontare la situazione con successo, senza riportare ferite e/o traumi…Rifiuto e Negazione…hai presente?

Non c’è niente di meglio che rifiutare a priori qualcosa che non vuoi riconoscere! Il bello del pregiudizio…. Insomma niente. Che niente non è mai!

Ho cavalcato per un tempo importante l’energia rabbiosa che successivamente mi ha riattivata, ma in modo distruttivo.

Quando sei morta nello spirito della empatia indotta da un evento infausto, sei forse apparsa di più a giro e di te si è parlato di più.

O forse era venuto il momento, quel momento, in cui eri da conoscere. Avevo ancora sulle mie spalle lo scialle consolatorio, e sterile del Patteggiamento e davanti ai miei occhi il silenzio, umido e putrescente della Depressione.

In qualche modo hai titillato la mia curiosità, la mia propensione a conoscere quello che ritenevo un mondo alieno, fortunatamente ci sono i tuoi video interviste pod cast. A volte penso che ascoltarti post mortem sia una sorta di “seduta spiritica virtuale” mai come in queste occasioni sono grata al web.

Ho iniziato a leggere i tuoi libri, mi ha colpito il tuo linguaggio, la tua ironia. Poi è accaduto: il tuo pensiero improvvisamente non solo mi è risuonato più vicino , ma ne ho scorto la visione corale di cui mi sono riconosciuta partecipe, mi sono finalmente sentita non più sola. Leggerti è per me occasione rara di complemento e arricchimento. Mi ha fatto scoprire e attingere ad una riserva che tenevo nascosta anche a me stessa, forse proprio perché accettandola mi avrebbe -così ritenevo- definitivamente esposta ed alienata dal resto della collettività .

Con mia sorpresa è’ stato l’esatto opposto!.

Il senso della sorellanza per me alieno sta iniziando a pervadermi come il sole che a una certa riesce ad emergere tra la fitta nebbia.

Ti ho incontrata in un periodo di inquietudine, non è il primo e non sarà l’ultimo. Ma ormai so per esperienza che questi momenti sono una maledizione benedetta che mi spinge a cambiar passo ad integrare il nuovo. Accettare di essere sempre in moto, in salita, ma ne posseggo le energie necessarie e non sono sola.

Ora lo so! Sei stata e sei una pioniera. Hai nella tua vita sorvegliato e analizzato il linguaggio. Come un fuoco amico da vigilare, alimentare, governare.

Il linguaggio che da solo disegna la geografia collettiva. Se questo non illumina e scalda lo scambio, la confutazione, l’accettazione, il rispetto, l’integrazione del diverso da te, come un incendio, devasta, mortifica, consuma la radice e il frutto del tutto.

Ben trovata Michela e grazie.