Ci ho messo molto di più di quando sperassi.

Pare un’attività automatica e priva di impegno quella del fare la spesa. Non è così.

Tra la ricerca dei prodotti tentando di orientarsi e non lasciarsi catturare dalle strategie di marketing: ciò che serve realmente non è mai ad altezza sguardo, posizionata mai all’entrata del negozio ma piuttosto nell’ultimo scaffale in fondo, illuminato con un neon misteriosamente meno luminoso.

Per non parlare della scelta oraria, per evitare i pensionati che dormendo poco sono lì all’alba, o i patiti/illusi della freschezza e della scelta.

Io di norma vado all’ora di pranzo, perché il pensionato o l’anziano sente il bisogno di cibarsi alle stesse ore, come i cani.

Credo sia un problema di secrezione di succhi gastrici, di aumento di salivazione…Pavlov docet.

Ma attenzione l’anziano si alza presto fa colazione presto, quindi l’emissione di cui sopra potrebbe essere secreta dalle 11,30 in poi. Mio padre a dimostrazione di quanto sostengo, a quell’ora si faceva un bel pezzo di schiacciata con mortadella al pistacchio.

Se interrogato sul motivo dichiarava fiero tra un singhiozzo e l’altro -sintomo di piacere alimentare- “Ho bisogno di un fermino prima di pranzo!”

Su scorta di questo ho provato ad andare al supermercato alle h 12 pensandoli tutti con i piedi sotto al tavolino. Ma ho tralasciato le sempre più rare casalinghe, e le sempre più numerose donne pensionate che non rispondono agli stessi impulsi vagali dei mariti e sicuramente li hanno lasciati a casa a vegliare qualche pentola sul fuoco, mentre trangugiano l’ennesimo fermino..

Così ho individuato le h 12,50, un tempo buono per entrare al supermercato mentre le sopraddette con passo veloce se ne escono con le loro sporte della spesa e le più lente sono a fare la fila alle casse.

Quando arriverò io troverò una fila ben più sostenibile.

Certo le variabili non mancano. Insomma la buccia di banana è sempre all’erta.

A quell’ora spesso ci sono coloro che han fatto i compiti come me, oppure chi fa la spesa “per procura” simpatici uomini, spesso sì sono uomini che fotografano i prodotti e li whatsappano alle compagne, mogli o sorelle, madri.

Sono alla ricerca del prodotto richiesto e non lo trovano, dallo smartphone si odono le urla della sorella madre, moglie che continua a declinare la corretta geolocalizzazione del prodotto…e finalmente lo individua!

Quando arrivi con il tuo cestello/carrello…io uso il cestello perché più agile per zigzagare tra il popolo dei consumatori, e meno vistoso per lo scambiatore seriale di carrelli. Questo non mi salva, sia chiaro, talvolta la ressa è tale che mi conviene nasconderlo e fare la spola con gli articoli cambiandogli nascondiglio di frequente, perché nei giorni pre festivi per esempio sai con cosa entri ma non sai con cosa esci.

Giungo alla fase dell’osservazione metodica e performance delle cassiere e dei cassieri. Quando arrivi in zona casse devi innanzi tutto vedere chi è alla cassa, se conosci il professionista meglio, ma una misantropa come me non può sperare su questo. Un utile distinguo sono le cassiere dai cassieri. Con un ovvia propensione per le prime. In quanto questa di norma è più veloce del maschio, che ahimè -in controtendenza al processo evolutivo- ancora, più cose insieme non riesce a farle.

Già passare la merce sul visore è complesso se in aggiunta dovesse dover dare informazioni al cliente ….Saremmo spacciati!

Altra strategia, verificare la quantità di prodotti che hanno acquistato i clienti davanti a te. Per ovvi motivi.

Poi guardi i clienti… età, genere, postura, qualità e ritmo dei movimenti. Se sono donne di media età con sguardo fisso sul nastro trasportatore che avanza, magari anche tamburellando le dita sul bordo dello stesso…siamo a cavallo! Se invece le stesse si guardano intorno sorridenti a chi come loro è in attesa, magari facendo battute e cercando di intessere discorsi con qualcuno. L’ordine è uno solo…Cambiare cassa! La stessa dinanzi al cassiere uomo o donna che sia costituirà un ostacolo che ti si metterà di traverso e aggiungo: sarà incapace ad imbustare se non in tempi biblici gli articoli della sua spesa mano a mano si accatastano nell’apposita sezione della cassa.

Vogliamo parlare degli uomini…lenti….distratti…anziani….rincoglioniti al momento del pagamento, cercano la carta che passano senza farla bippare, cercano il pin (ahimè succede anche a noi donne anziane ) lo sbagliano, ci riprovano, bloccano la carta! Così dobbiamo attendere il o la responsabile che con la sua chiave magnetica sblocca la cassa chiusa e si ricomincia.

Vogliamo parlare, par condicio, dei giovani, delle giovani , single, accoppiati/e, maritati/e appiccicati/e allo schermo dello smartphone che giocano, parlano o chiedono lumi sull’effettiva scelta ottimale tra una marca di detersivo e un’altra.

A me invece oggi è toccato un omarello di età imprecisata che parlava con qualcuno di non ben definito con voce in falsetto sull’utilità dei bollini premi che davano alla cassa e siccome il cassiere (non mi ero accorta fosse uomo) un po’ spazientito (incredibile) ha chiesto se li voleva o meno, l’omarello ha dichiarato che i bollini lui non se ne faceva niente però potevano servire a qualcun altro.

Io ho pensato che magari, avrebbe svolto l’attività di incetta di persona interessata , dopo aver pagato. Invece lo ha fatto prima e si è guardato lungamente intorno. Poi con aria illuminata si è rivolto ad una signora qualche fila più in là e li è partito un lungo scambio…

Al ringraziamento e sorriso educato di lei, lui ha voluto risponderle con il raccontarle che spesso quando avvicina qualche cliente al supermercato deve spiegare bene il motivo e illustrare la raccolta a cui si riferiscono i bollini, che spesso o non gli rispondono ignorandolo oppure lo trattano con sufficienza. QUANDO SI DICE L’IGNORANZA DELLA GENTE

Poi è tornato a pagare si è scusato in modo poco sentito per il fatto di aver bloccato la fila e finalmente ha pagato e si è tolto dalle palle.

Io e il cassiere ci siamo guardati e insieme in un silenzioso scambio oculare abbiamo tacitamente convenuto che è vero non c’è più spazio per gli scambi umani ma se proprio dobbiamo tornare a darne

MAI MAI ALLA CASSA DI UN SUPERMERCATO!.